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scheda

Libavius Andrea

Libavio fu il primo a descrivere la preparazione dell’acido cloridrico, del tetracloruro di stagno e dell’ammonio solfato. Preparò anche l’acqua regia una mistura di acido nitrico e cloridrico capace di disciogliere l’oro. Egli affermò anche che una portata a secco una soluzione di sostanze si poteva riconoscerle dalla forma dei cristalli ottenuti.
Egli nacque ad Halle nel 1540 circa e morì a Coburg il 25 Luglio del 1616 dopo una vita dedicata allo studio della filosofia, della medicina e della chimica.
I suoi studi, condotti a Jena, lo portarono a laurearsi in filosofia e storia della medicina per poi divenire professore all’Università e medico della città.
Libavio fu il primo Direttore del Ginnasio Casimirianum di Coburg, fondato nel 1606, e nel quale seppe creare una scuola di chimica.
Come medico Libavio usò i rimedi chimici seguendo il credo paracelsiano di cui fu un forte difensore e sostenitore.
Gli elisir e le ricette di oro potabile furono impiegate da Libavio con attenzione e disciplina senza mai incorrere in stravaganti applicazioni come invece fece Paracelso. Tale attenzione la dimostrò anche nei propri scritti ove non fu mai trasportato dal fanatismo dell’alchimia pratica, bensì adoperò un linguaggio moderato e apparentemente indipendente. Nella sua più grande opera “Alchemia” sono riportate definizioni chimiche, spiegazioni degli oscuri termini alchemici, le operazioni chimiche con la loro minuziosa descrizione, le apparecchiature e il modo di usarle e fabbricarle nonché una trattazione dei classici e “moderni” alchimisti.
Una sezione dell’opera è dedicata alle preparazioni dei singoli prodotti chimici e alla tipologia di come doveva essere il laboratorio chimico (domus chimici). L’opera risulta così essere un’eccellente manuale pratico.
Libavi Andrea fu uno degli iatrochimici più importanti fra coloro che seguirono le tracce di Paracelso.