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scheda

Geber

Tra i grandi alchimisti arabi Djabir-Ibn-Haijan, noto sotto il nome di "Geber" o Re Geber, fu il più grande. Vissuto nell’VIII secolo, discepolo del grande maestro dell’Islam, Imam Djafar fu uno scienziato innovatore. Gli studi alchemici di Geber lo portarono a scoprire l’acido nitrico e l’acqua regia, precedendo di molti secoli Alberto Magno. Nei suoi libri si soffermò sui preparati della potassa con calce, del sale ammoniaco, dell’alcool, del sublimato corrosivo e di svariati elementi chimici totalmente sconosciuti agli scienziati occidentali dell’epoca. Immensa è stata l’influenza araba sull’Arte ermetica che, all’epoca di Alberto Magno e di Tommaso d’Aquino, conservava ancora immutato il suo peso. Geber si dilungò nei suoi trattati anche sulla preparazione della Pietra filosofale affrontando il problema con grande acutezza. Ciò comportò che molti alchimisti posteriori usarono il suo nome per i loro trattati sperando di avere il medesimo successo del maestro. Nella “Summa perfectionis magisterii” il perspicacissimo Geber raccolse tutto il sapere alchemico soffermandosi sulle preparazioni e le apparecchiature che l’arte necessitava per giungere alla produzione della “lapidis philosophorum” nella quale tutti i colori erano presenti. Geber accenna nella “Summa” all’operato di Avicenna e a quello di ignoti filosofi autori anch’essi della rubecondissima pietra. Geber fu definito da Ruggero Bacone, "magister magistrum".