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XXI Secolo

Scritto da Marcello Fumagalli il 23 Ottobre 2018

Oggi è di moda affermare che il secolo che stiamo vivendo sarà l’epoca del cambiamento.

Tecnologie digitali e biotecnologie, già da qualche tempo, occupano la cronaca con scenari fino a pochi decenni fa impensabili.
L’Intelligenza artificiale, alimentata da masse di dati enormi, si prepara a dominare, poco per volta e in punta di piedi, la vita dell’uomo del futuro.
I rudimentali algoritmi del XX secolo con la loro imprecisione sono in fase di “congedo” e quelli di nuovo concepimento sembrano che siano migliaia di volte più veloci e perfetti. Coadiuvati da potenti hardware i “mostri del calcolo digitale” hanno strabilianti caratteristiche e tutto il loro operare è scandito da un tempo misurabile in millesimi di secondo.
Miliardi di dati, annidati in colossali database, sono l’alimento “dell’intelligenza nuova”” che, con la propria peculiarità e forza d’analisi, costituirà la trasformazione del futuro …….. origine della più grande rivoluzione mai accaduta.

Ogni aspetto dell’esistenza, come abitualmente siamo educati ad immaginare, sarà “rivoltato come un calzino” e nessuno sarà in grado di riconoscere il mutamento tanto sarà grande e profondo. Se non saremo in grado di sostenerlo verremo presto emarginati cadendo nell’irrilevanza.

Il lavoro, la libertà, la democrazia, il libero arbitrio e tant’altro dovranno essere interpretati nuovamente seguendo le moderne filosofie aspettando il tempo nel quale sarà possibile valutare se migliore o peggiore quello che accadrà.

Di fronte a questo futuro agitato e pieno di incognite la mia certezza è che il XXI secolo non mi ha ancora tolto lo stupore provocato dalla gioia di guardare il volto della persona che si ama, dall’incontrare una bellissima e giovanissima studentessa che, per arrotondare il suo reddito, si improvvisa “camerierina” in un’ “osteria d’altri tempi” incassata in una torre del XII secolo.

L’angoscioso pensiero non mi abbandona e mi chiedo: “Anche le emozioni potranno essere di dominio dell’intelligenza artificiale?”
Forse! Ma certo il piatto unico di riso e ossobuco servito dalla “bellezza” incarnata nella camerierina non potrà mai essere il risultato di un algoritmo anche se super sofisticato.

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