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Dandolo Vincenzo Vincenzo Dandolo nasce a Venezia il 26 (o 22) ottobre 1758. Si laurea giovanissimo all'Università di Padova e dal padre Marc'Antonio, chimico, ereditò un forte interesse per le scienze e in particolare per la chimica. Si interessa episodicamente di geometria e - titolare di una farmacia - svolge ricerche sulla china rossa peruviana - un potente febbrifugo antimalarico - che riesce a produrre in grandi quantità , cogliendone notevoli guadagni. Si deve a Dandolo una notevolissima attività divulgativa a favore della chimica antiflogistica di Antoine-Laurent Lavoisier (1743-1794). Di questi, infatti, nel 1791 traduce e stampa in italiano il Traité élémentarire de chimie (Trattato elementare di chimica, 1791), che ebbe poi ulteriori edizioni nel 1792 e nel 1796. Nell'edizione del 1792 è contenuto un Supplemento costituito da due dissertazioni dello stesso Lavoisier sulla respirazione e sulla traspirazione animale. Si deve ancora a Dandolo la traduzione italiana delle principali opere dei maggiori esponenti della scuola lavoisieriana: la grande voce Affinité (1786) scritta da Louis-Bernard Guyton de Morveau per l'Encyclopédie méthodique (Esame delle affinità chimiche di tutti i relativi sistemi de' più celebri chimici d'Europa, 1791); la Philosophie chimique ou verités fondamentales de la chimie moderne (1792) di Antoine-Franà§ois Fourcroy (Filosofia chimica o verità fondamentali della chimica moderna, 1794); infine l'Essai de statique chimique (1803) di Claude-Louis Berthollet (Saggio di statica chimica, 1804). La sua forte convinzione della verità delle teorie chimiche lavoisieriane (chimica lavoisieriana) lo porta a scrivere un importante trattato scientifico che vide la luce nel 1793 (ma ebbe numerose edizioni successive), cioè i Fondamenti della scienza chimico-fisica applicati alla formazione de' corpi ed ai fenomeni della natura esposti in due dizionari che comprendono il linguaggio nuovo e vecchio, vecchio e nuovo de' fisico-chimici. In quest'opera non solo esponeva le teorie della chimica antiflogistica, e la nuova nomenclatura da essa derivata (con due dizionari comparativi fra vecchio e nuovo linguaggio), ma inseriva queste teorie in una concezione più generale di filosofia chimica della natura: per Dandolo, infatti, la nuova chimica non era solo un insieme importante di teorie più vere delle precedenti, in grado di spiegare un altrettanto importante insieme di fenomeni rilevanti, ma il punto di partenza per delineare un suggestivo e fondato "quadro filosofico chimico dell'Universo", concepito sempre come una totalità differenziata e interrelata di processi ciclici perenni. Nei Fondamenti sono presenti numerosi riferimenti all'economia, alla possibilità di un uso pratico delle conoscenze chimiche a fini di sviluppo civile, soprattutto in campo agricolo. Dandolo, infatti, è stato un grande innovatore anche in campo economico: ha scritto per la prima volta a favore dell'introduzione in Lombardia della coltivazione della patata (argomento sul quale ritornò ripetutamente), sulla produzione e sulla conservazione del vino e sulla produzione di zucchero dallo sciroppo d'uva, e ancor prima (1802) a favore della introduzione dell'allevamento delle pecore merinos, al quale egli stesso si dedicò. Favorevole alle idee della Rivoluzione francese, partecipò da protagonista - e spesso su posizioni estreme - agli eventi politici veneti e italiani dalle prime campagne napoleoniche, alla fine della Repubblica veneta, a quelli della Repubblica cisalpina e del Regno italico. Dandolo muore a Varese il 12 dicembre 1819.