Approfondimenti
Gli autori
I libri
Thurneisser Leonahart I medici che seguirono a Paracelso, nel sedicesimo e nella prima metà del diciassettesimo secolo, furono tutti provenienti dalla germania o dalla Svizzera; Leonahart Thurneisser fu uno di questi. Nato a Basilea nel 1531 lasciò la Svizzera, nel 1548, per l'Inghilterra e successivamente per la Francia. Egli lavorò come medico in Costanza e in Strasburgo dopo un lungo pellegrinare compiuto in Spagna e Portogallo fino a che, nel 1571, si fermò a Francoforte. L'esperienza acquisita dalle letture delle opere di Paracelso e dall'esperienza maturata negli anni attrassero il Grande Elettore di Brandeburgo che lo scelse come suo medico personale. Nel laboratorio di Berlino, Thurn (come soleva chiamarsi) preparò differenti medicamenti come l'oro potabile, la tintura rossa, amuleti e talismani che vendeva a carissimo prezzo. Il suo laboratorio giunse fino ad avere duecento persone fra principianti e lavoranti fissi divenendo un noto e apprezzato "iatrochimico paracelsiano". Scrisse anche un elevato numero di libri contribuendo allo sviluppo dell'industria chimica di Brandeburgo attraendo molti perspicaci giovani che parteciparono più tardi allo sviluppo dell'industria chimica in Prussia. Nel 1580, nel momento più importante della sua carriera scientifica, lasciò Berlino per tornare a Basilea. Nel 1584, arrivò in Italia stabilendosi a Roma dove compì molti studi sull'alchimia fino a cimentarsi in una trasformazione di ferro in oro compiuta di fronte al Cardinale Francesco de Medici. Nel 1590 ritornò in Svizzera per tornare nel 1591 a Roma e definitivamente in Germania a Cologna dove nel 1595 o 1596 morì in un monastero in completa povertà . Thurnesseir fu sostanzialmente un ciarlatano avido di denaro e le sue nozioni di medicina potevano solo apparire reali. Le sue opere scientifiche avevano titoli prestigiosi scelti appositamente per colpire la fantasia degli ingnoranti. Solo l'opera intitolata, Magna Alchimia, presenta un vero carattere pratico con le descrizioni di preparati a base di zolfo, di Sali fosforo, mercurio e altri metalli. Nell'opera Thurneisser menzionò anche, in forma molto confusa, la preparazione dello zucchero del latte che, nel 1619, fu poi menzionato dal medico Fabrizio Bartoletti professore all'Università di Bologna.