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Un mistero bibliografico Nicolas Lemery o Sieur Emery?

Le opere del celebre chimico farmaceutico francese Nicolas Lémery (1645-1715) sono ben note e sono state studiate accuratamente. Sono: il Cours de Chymie (1675), la Pharmacopée Universelle (1697), il Traité des Drogues Simples (1698) e il Traité de l'Antimoine (1707). (1) Però taluni, compresi almeno un paio di editori, hanno attribuito a Lémery anche un altro lavoro che ebbe numerosissime edizioni, ma un carattere completamente diverso rispetto alle altre sue opere. Si tratta del Recueil de Curiositez Rares & Nouvelles des Plus Admirables Effets de la Nature & de l'Art ("Raccolta di curiosità  rare e nuove degli effetti più ammirevoli della natura e dell'arte"), "misteriosamente" pubblicato e ripubblicato anche come Nouveau Recueil des plus beaux secrets de Médecine e con vari altri titoli, più spesso in francese ma anche in qualche traduzione in altre lingue. (2) Ci proponiamo dunque di fare una rassegna delle opinioni espresse dagli editori, dalle biblioteche e dai ricercatori a proposito dell'identità  dell'autore dell'opera, ma anche di descriverla confrontandola con alcune opere di Lémery. Quanto alla conclusione, purtroppo, ci è impossibile risolvere il "mistero" completamente e definitivamente attraverso le informazioni attualmente disponibili; ma forse qualcun altro dopo aver letto la nostra ricerca saprà  farlo per noi. Come vedremo alla fine, l'ipotesi conclusiva suggerita e sostenuta dagli autori del presente articolo può esser riassunta così: (3) L'autore del Recueil de Curiositez nella sua forma originale era una persona dell'aristocrazia minore che non ha desiderato essere identificata. Per questo il suo cognome poteva tanto avere un'assonanza con d'Émery, Emery (o simili), quanto essere completamente diverso. L'attribuzione a Nicolas Lémery fatta dagli editori delle versioni in lingua inglese e italiana è completamente arbitraria e fu giustificata semplicemente dalla somiglianza dei cognomi degli autori e dall'argomento parzialmente medico-farmaceutico, forse per convenienza o forse in buona fede. Anche le attribuzioni varie tentate dalle grandi biblioteche moderne sono inattendibili, perché si basano solo sulla somiglianza dei cognomi e sull'epoca in cui le edizioni apparvero. Quello che segue nel presente articolo è costituito dai dati raccolti che ci hanno permesso di sviluppare e sostenere con decisione come verosimile la nostra ipotesi. Mettiamo i nostri dati e le nostre ricerche a disposizione dei lettori in modo che possano valutare la nostra opinione e formare anche la propria. Gli Editori Il Recuil fu pubblicato dai più diversi tipi di editori, compresi, dunque, editori non specializzati nel genere medico. Non fu mai pubblicato in latino perché era rivolto ad un pubblico vasto ed eterogeneo, e non esclusivamente agli specialisti. Il fine degli editori era quello di vendere il maggior numero possibile di copie per trarne il massimo guadagno compensando gli scarsi guadagni che entravano con le opere mediche, le quali non potevano avere un'altissima tiratura. L'editore delle prime edizioni del Recueil (1674 e 1676) di Parigi fu Louis Vendosme. (4) Invece, le edizioni immediatamente successive (salvo qualcuna oggi molto rara) furono pubblicate, sempre in francese come la prima edizione, a Leida dall'editore olandese Pierre vander Aa (1684, 1685, 1688), specializzato in pubblicazioni mediche e biologiche in latino. Thomas Guillain, di Parigi, un editore specializzato in commedie, fu il primo a pubblicare le ampie aggiunte mediche che costituirono le edizioni del 1694 e 1695. Chiamiamo queste edizioni "aggiunte mediche" perché, a partire dal 1709, furono abbinate (o se vogliamo aggiunte) al vecchio Recueil che da allora fu pubblicato comprendendole. (5) Quanto alle edizioni inglesi del 1685 e del 1711, la prima fu pubblicata congiuntamente da Matthew Gilliflower e James Partridge, e la seconda da John King e John Morphew, tutti e quattro di Londra. Sembra che entrambe le coppie di editori non abbiano pubblicato nient'altro insieme, ma individualmente o in associazione con altri editori pubblicarono molti lavori medici. Alcuni di queste opere, e particolarmente quelle pubblicate da Morphew, hanno un carattere abbastanza controverso o curioso, ma furono scritte tutte da medici identificabili. L'edizione italiana del 1718 fu pubblicata da Giovanni Gabriello Hertz di Venezia, specializzato in opere di farmacia e medicina importanti tra cui quelle divenute famosissime di Lémery. (6) Infine le raccolte tarde (1724-1740) in 3 o 4 volumi furono pubblicate da Bernard di Amsterdam e da Ribou e da Lambert & Durand di Parigi. Bernard pubblicò anche libri di viaggi, superstizioni e insetti. Ribou, che aveva già  pubblicato il Recueil nel 1713, era l'editore dell'Académie Royale de Musique. Lambert e Durand pubblicarono libri di medicina e di chimica, e stamparono per l'Académie Royale des Sciences. Le Attribuzioni Secondo gli Editori L'autore non è presentato dagli editori sempre con lo stesso nome: lo troviamo come Sieur d'Hemery, Sieur d'Emery, Sieur Lemery, Monsieur Lemery, Emery, Nicolò Lemery e Monsieur L'Emery. Nelle edizioni francesi del 1684-1685 (e solo in quelle) leggiamo un riferimento a Monsieur le Marquis de L'Hôpital. Nel titolo compare infatti la frase "Composé de quantité de beaux Secrets gallans & autres: dont quelques-uns ont eté tirez du Cabinet de feu Monsieur le Marquis de L'Hôpital" (cioè "comprendente una quantità  di bei segreti galanti e altri, alcuni dei quali sono stati presi dall'archivio del fu signor marchese de L'Hôpital"). Esisteva un famoso matematico col nome di Guillaume-François-Antoine de L'Hôpital (1661-1704) ed era marchese, ma nel 1685 era ancora in vita e non "feu", cioè "defunto". (7) In qualche edizione il nome dell'autore non appare affatto, e in alcuni di tali casi (1694, 1695, 1709) è indicato come "une personne très-habile et charitable" (cioè "una persona molto abile e caritatevole"). (8) Le attribuzioni dell'opera da parte degli editori, quindi, sono diverse, anche se talvolta potrebbe trattarsi semplicemente di varianti tipografiche dello stesso nome. In ogni caso, se i nomi dell'autore apparengono a un personaggio realmente esistito, risulta strano ed inconsueto per l'epoca che gli editori non abbiano fornito anche i suoi titoli accademici e professionali, una sua prefazione o dedica, informazioni sulla sua vita e neppure tranne per l'attribuzione a Nicolò Lemery il suo nome di battesimo. (9) Nelle prefazioni esaminate, insomma, gli editori non danno nessuna di queste informazioni, tranne, appunto, nelle edizioni in inglese o italiano attribuite chiaramente a Nicolas Lémery che vedremo più avanti. Le prefazioni esaminate si limitano a ricoprire di lodi spropositate il libro. (10) - Le Attribuzioni a Lémery (1645-1715) da Parte degli Editori In tre edizioni (11) l'autore è identificato chiaramente come il famoso Nicolas Lémery. Eccolo come: "Sieur Lemery, Apothecary to the French King" (Gilliflower & Partridge, Londra, 1685 e King & Morphew, Londra, 1711) e "Signor Nicolò Lemery, Dottore in Medicina, Dell'Accademia Reale delle Scienze di Parigi" (Hertz, Venezia, 1718). In particolare, nell'edizione inglese sopra citata degli stampatori King e Morphew troviamo l'indicazione: "Era un Uomo che, dopo Studi Accademici, passò la maggior Parte della sua Vita viaggiando, nel qual modo non solo imparò i Costumi delle Nazioni, ma anche avendo la Fortuna di Conversazioni con vari Specialisti, e altri Virtuosi, imparò per Esperienza, e in altri modi, molte eccellenti e rare Ricette." In realtà  Lémery, "farmacista del re di Francia", aveva viaggiato molto ma prevalentemente in Francia, durante i suoi studi più che dopo. Era stato all'estero ma solo per pochi mesi e in un solo paese: l'Inghilterra. (12) Lémery, comunque, non rivendicò mai la paternità  di quest'opera. Nell'edizione italiana di Hertz, uscita dopo la morte di Lemery avvenuta nel 1715, si legge nella prefazione: "Cortese Lettore, àˆ stato accolto con sì grande aggradimento il Corso di Chimica del Signor Niccolò Lemery, uscito sin ora in piu Edizioni da' miei Torchi, che mi son persuaso di maggiormente appagare la tua virtuosa curiosità , col dar in luce [...] la Raccolta de' Segreti Medicinali del medesimo Autore, tradotti dalla Francese con esattezza uguale alli due precedenti." Negli anni immediatamente successivi (1720 e 1721) lo stesso editore pubblicò anche traduzioni italiane della Farmacopea Universale e del Dizionario delle Droghe Semplici di Lémery, e più tardi (1732) anche il suo Traité de l'Antimoine. (13) Le Attribuzioni Secondo le Biblioteche Nei cataloghi elettronici on-line delle grandi biblioteche l'autore del Recueil è chiamato in maniera molto varia: Antoine d'Emery, Émery, d'Emery, sieur d'Émery, Antoine Joseph Emery, Antoine Joseph d'Emery, Michel Mourgues, Nicolas Lémery, Louis Lémery. Abbiamo perciò interpellato gli specialisti di cinque tra le maggiori biblioteche mondiali (due delle quali sono le più ricche per quanto riguarda la storia della medicina e della farmacia) e abbiamo chiesto principalmente due cose: i criteri usati dai compilatori dei loro cataloghi per giungere alle attribuzioni che vi leggiamo, e le notizie esistenti sull'identità  storica dei possibili autori menzionati. (14) Ecco le loro risposte: - United States National Library of Medicine Stephen Greenberg, coordinatore dei Servizi Pubblici per la Storia della Medicina della United States National Library of Medicine [16] ci ha gentilmente spiegato il metodo usato dai catalogatori per attribuire le varie edizioni di un'opera antica di autore incerto a una particolare persona (o anche a più d'una). Ci ha scritto in proposito: "Quando un catalogatore si accosta a un libro, ha due fonti di informazioni: cosa è scritto sul frontespizio (che può essere accurato o no), e cosa si sa dell'autore e del libro da altre fonti (che può essere accurato o no). Da uno studio generale dei lavori dell'autore, il catalogatore cercherà  di stabilire quale forma del nome dell'autore fu usata più spesso, e creerà  un Name Authority File che conterrà  tutte le varazioni conosciute del nome, ma condurrà  anche il ricercatore alla forma standard del nome. Quando si ha un libro stampato antico, e specialmente uno che è stato tradotto in varie lingue, vi si infiltrerà  ogni sorta di variazioni. Il XVII secolo non era un'epoca in cui la grafia era standardizzata e costante. In questo caso abbiamo il problema ulteriore di un nobile di basso rango con un titolo che non usa sempre (o l'editore non usava sempre). Così Antoine L'Emery è anche Sieur d'Emery [...] o Monsieur L'Emery [...] o Monsieur d'Emery [...], e così via." "Poi c'è una scheda separata per ciascun libro particolare. Il nome dell'autore apparirà  sulla scheda una volta (se il nome sul libro attuale corrisponde al nome standard nell'authority file) o più volte (se i nomi non coincidono). Ma il nome sul frontespizio è solo una delle fonti per determinare l'autore. Il libro può essere stato pubblicato anonimamente, o sotto uno pseudonimo. In questi casi si userà  qualsiasi risorsa esterna disponibile. [...]. Praticamente si consulterà  qualsiasi fonte di una variante del nome, sia un libro o una lettera o qualche altra cosa che possa essere legata a una persona particolare. [...] Così la scheda del catalogo on-line mostra almeno due nomi: quello del frontespizio, più quello nel name authority file. Se ci sono altre varianti nella prefazione o nella dedica, anche quelle sono indicate." In effetti, come spiega Greenberg, nel Seicento non si faceva molta attenzione all'ortografia dei cognomi. Sullo stesso tema Annie Kambourian della Bibliothèque Nationale de France ci ha scritto [14] che il nome d'Emery è probabilmente una variante di Lémery. Un'ulteriore difficoltà  in proposito viene dal fatto che, particolarmente in Francia, spesso il nome di battesimo era omesso o era sostituito semplicemente da "Monsieur" (quasi sempre abbreviato come "M.") o da un titolo nobiliare. Nel fare queste identificazioni, insomma, i bibliotecari cercano anche altre opere attribuibili allo stesso autore (usando il cognome e l'epoca approssimativa) e creano una scheda anche per l'autore, che di solito riporta le varanti del cognome. (15) Per quanto riguarda la nostra seconda domanda, ossia le notizie esistenti sull'identità  storica dei possibili autori menzionati, nel caso di un lavoro anonimo o di attribuzione incerta i bibliotecari si rifanno di solito alle opere di consultazione dedicate ai libri apparsi senza nome dell'autore o sotto uno pseudonimo. (16) Questo metodo ci è stato confermato da Kambourian (menzionata sopra). Infine i bibliotecari guardano i cataloghi di altre biblioteche importanti, e talvolta vi si attengono (spesso senza includere una nota che cita la fonte); ma questo invece di portare chiarezza può confondere ulteriormente i ricercatori come noi. Tornando a Greenberg, la sua onesta opinione sul caso del Sieur d'Émery e del Recueil è che abbiamo un "fiasco bibliografico". - Library of Congress La Library of Congress di Washington attribuiva già  il Recueil a Nicolas Lémery nel suo catalogo del 1948. Il bibliotecario Clark Evans [12] ci ha comunicato che, essendo passati più di 50 anni, probabilmente è ormai impossibile determinare la fonte usata allora; ma fa l'ipotesi che l'attribuzione a Lémery sul frontespizio di almeno una delle edizioni sia stata presa in considerazione. Ci ha scritto anche che senza dubbio i bibliotecari di allora consultarono il catalogo del British Museum (oggi British Library) per averne conferma; ma (secondo noi) allora il British Museum attribuiva il lavoro ad Antoine d'Emery. - Wellcome Library John Symons, curatore della collezione dei libri stampati antichi della Wellcome Library di Londra, ci ha gentilmente spiegato [15] la storia dei cataloghi della sua biblioteca. Il primo fu quello a schede cartacee (che fu completato poco dopo il 1960); poi da quello, con lavoro ulteriore di ricerca, è stato tratto un catalogo stampato in cinque volumi (l'ultimo dei quali è ancora in corso di preparazione); e infine quello elettronico che proviene sia dal catalogo stampato che da un database negli Stati Uniti comprendente dati di molte biblioteche, compresa la National Library of Medicine. I tre cataloghi non contengono tutte le stesse edizioni, e nemmeno attribuzioni agli stessi autori. In particolare c'è un'edizione inglese "pirata" (Curiosa Arcana) solo nel catalogo a schede e il catalogo stampato non contiene le edizioni tradotte dal francese in altre lingue. Tutto questo, secondo Symons, ha condotto a parecchie contraddizioni, particolarmente evidenti nel catalogo elettronico. Varie edizioni del Recueil compaiono in due volumi del catalogo stampato della Wellcome Library, che sono stati fatti in ordine alfabetico per autore. Il secondo volume, completato nel 1966 e riveduto nel 1996 [9], contiene tre edizioni del Recueil sotto il nome di Antoine Joseph d'Émery. Il terzo volume, pubblicato nel 1976 [10], contiene sotto il nome di Nicolas Lémery altre cinque edizioni, che però sono considerate un'opera diversa. Nel catalogo elettronico le edizioni del 1713, 1737 e 1740 sono attribuite a Louis Lémery (1677-1743) figlio di Nicolas (17) (ma certamente Louis non fu l'autore della prima parte dell'opera, che era stata pubblicata per la prima volta quando non era ancora nato). - Sommario delle Attribuzioni delle Biblioteche Per riassumere ciò che troviamo nei cataloghi elettronici delle biblioteche maggiori (salvo alcune anomalie), quelle di carattere generale (British Library, Bibliothèque Nationale e Library of Congress) attribuiscono il Recueil senza esitazione a Nicolas Lémery, mentre quelle specializzate (Wellcome Library e National Library of Medicine) lasciano aperta la possibilità  che sia Antoine d'Emery, il Sieur d'Émery o Nicolas Lémery. Identificazione Storica dei Possibili Autori Oltre ai due Lémery (il famoso chimico farmaceutico Nicolas e suo figlio Louis), due altri possibili autori suggeriti dalle biblioteche che noi abbiamo identificato storicamente sono Antoine Joseph Emery (chiamato Antoine Joseph d'Émery nel catalogo a stampa della Wellcome Library) e Antoine d'Emery (National Library of Medicine e Wellcome Library). Il primo pubblicò nel 1713 una tesi intitolata Quaestio pathologica, An mania a sanguinis rarescentia; l'altro pubblicò nel 1545 [!] un Anthidote contre la Peste. (18) Infine, per rendere il mistero ancora più completo, la British Library, la Wellcome Library e la National Library of Medicine attribuiscono (solo) l'edizione del 1695 del Recueil al padre gesuita Michel Mourgues (1642/1650-1713). A noi risulta che scrisse tra l'altro i Nouveaux élémens de géométrie abbrégés (1680), un Traité de la poesie françoise (1685) e un Plan théologique du Pythagorisme (1712), ma niente di medicina. (19) Una Considerazione Conclusiva Vogliamo aggiungere una nostra considerazione a quelle dei catalogatori delle biblioteche. Sulla base dello stile non è possibile dimostrare che un certo autore abbia scritto (o non abbia scritto) un certo libro. Anche Greenberg (menzionato sopra) [16] spiega a questo proposito: "àˆ un po' eccessivo dire che stile e contenuto non significano niente, ma da soli sono indizi molto tenui, eccetto che si tratti di poesia o qualcosa del genere, dove lo stile è così marcato da proclamare a gran voce il nome di un autore. Ma non riesco a pensare a casi di scritti scientifici in cui si possa identificare con fiducia l'autore soltanto sulla base dello stile." Però anche la somiglianza dei nomi e l'epoca in cui il libro apparve non dimostrano nulla, e purtroppo ciò è quello che si limitano a fare molti bibliotecari. Il risultato è che non sanno e di conseguenza non sappiamo chi ha scritto il Recueil. (20) Attribuzioni e Giudizi dei Ricercatori Qui di seguito riportiamo commenti e attribuzioni di studiosi sia del passato che contemporanei. Sono nell'ordine cronologico della pubblicazione dei loro studi (quando si tratta di lavori stampati) e in quello delle loro comunicazioni con gli autori del presente scritto (nel caso di scambi personali di informazioni). Tutti appaiono nello stesso ordine cronologico anche nella sezione dei Riferimenti che si trova alla fine del presente articolo. - Recensore di Le Journal des Sçavans Le due parti dell'edizione del 1713 del Nouveau Recueil furono subito recensite su Le Journal des Sçavans [2]. Però, benché la prima parte (Nouveau Recueil des plus beaux secrets de Médecine) fosse stata pubblicata anonima e la seconda (Véritables secrets d'Emery qui regardent la Nature & l'Art) fosse attribuita dall'editore a un certo Emery, il recensore le considerò come un'opera unica e quindi dello stesso autore. Il Journal tuttavia non fece alcun tentativo di spiegare chi fosse l'autore, e di lui leggiamo solo questo: "Tutti segreti raccolti da libri differenti, e farà  piacere che l'Autore li abbia provati lui stesso prima di riferirli." Il recensore, che diede una lista degli argomenti, non sembrava assolutamente turbato dalla loro natura curiosa. - Barbier, Quérard, Brunet Una fonte di informazioni spesso preziose per l'attribuzione di libri bubblicati anonimi o sotto pseudonimi sono i lavori voluminosi prodotti nell'Ottocento da Antoine-Alexandre Barbier (1765-1825), Joseph-Marie Quérard (1797-1865), Pierre-Gustave Brunet (1807-1896) e altri. Ma nel nostro caso ci vengono di poco aiuto. Barbier non ne fece menzione [13]; (21) Quérard attribuì semplicemente l'edizione del 1709 a Lémery [3]; Brunet menzionò la prima edizione del 1674 sotto d'Emery ma senza attribuirla [7]. - Hoefer Hoefer [4] nel 1862 incluse, senza alcun commento, l'edizione del 1709 del Nouveau Recueil nella bibliografia delle opere di Nicolas Lémery. - Ferguson John Ferguson (1837-1916) tenne tra il 1882 e il 1888 a Glasgow una serie di conferenze poi pubblicate col titolo Bibliographical Notes on Histories of Inventions and Books of Secrets [5]. Tra i libri di "segreti" citati troviamo l'edizione del Recueil del 1695 (quella del secondo lavoro di natura medica). Ferguson, fornendo solo i dati bibliografici senza commenti, scrive che l'opera è di Michel Mourgues; e forse questa è l'origine dell'attribuzione fatta più tardi dalla British Library e da altre biblioteche. John Ferguson (1837-1916) tenne tra il 1882 e il 1888 a Glasgow una serie di conferenze poi pubblicate col titolo Bibliographical Notes on Histories of Inventions and Books of Secrets [5]. Tra i libri di "segreti" citati troviamo l'edizione del Recueil del 1695 (quella del secondo lavoro di natura medica). Ferguson, che fornisce solo i dati bibliografici senza commenti, scrive che era attribuita a Michel Mourgues; e forse questa è l'origine dell'attribuzione fatta più tardi dalla British Library e da altre biblioteche. Ferguson incluse nei suoi studi anche il New Curiosities in Art and Nature del 1711, e lo attribuì senza esitazione a Nicolas Lémery (come era d'altronde scritto sul frontespizio), trattando questo lavoro come del tutto distinto dal Recueil del 1695. Ferguson in questo caso incluse un commento a proposito dell'ingenuità  incredibile dell'autore di quelle curiosità  (cioè Lémery). - Vandevelde Nel 1921 Vandevelde, in un ampio studio bibliografico ragionato sull'opera di Lémery, pubblicato su una rivista belga [6], menzionò alcune edizioni del Recueil, con forti dubbi che Nicolas ne fosse l'autore. Vandevelde ci fa notare che l'editore prima ringrazia l'autore e poi si identifica con lui. Esprime la sua opinione in questi termini: "Non ho trovato alcun riferimento a proposito del caso del quale ci occupiamo, concernente un d'Emery o un L'Emery; cosa che mi fa dubitare molto seriamente che questo libro, del resto molto poco degno di una penna così scientifica, per l'epoca, come quella di Nicolas Lemery, sia stato scritto da quest'ultimo autore. Si trattava qui di un d'Emery o L'Emery che è realmente esistito, o si trattava di un editore astuto che ha approfittato del successo di Nicolas Lemery per servirsi della confusione prodotta dalla somiglianza del nome? Io non posso pronunciarmi. Nella prefazione del Recueil pubblicato nel 1737, leggo: Il libro che dò al pubblico, e del quale dobbiamo tutto il merito al Sig. L'Emery, è uno di quei libri che sono insieme utili, curiosi e divertenti . Poi sempre nella stessa prefazione, d'altronde non firmata: Io ho diviso il mio libro in quattro volumi... Nei primi due, io insegno i rimedi... Io finisco il secondo volume... Infine, io ho composto il 4° volume... " Dopo aver fatto qualche esempio del contenuto del libro, Vandevelde conclude: "Tutto questo non fa parte dello spirito scientifico di Nicolas Lemery; tutto nell'opera è una miscellanea confusa." - L'Intermédiaire Nel 1924 sorse un breve dibattito sull'identità  dell'autore del Recueil attraverso le pagine di L'Intermédiaire des Chercheurs et Curieux [7] che vogliamo riportare interamente. Dapprima il giornale riportò in due tempi alcune domande fatte da un lettore che stava studiando l'edizione olandese del 1688 del Recueil: cioè chi era il Sieur d'Emery presentato come autore, come trovare l'edizione originale di Parigi, e se il Lémery che aveva scritto il Cours de Chimie del 1676 era la stessa persona. Venne una risposta piuttosto ampia da un esperto, il quale spiegava che una versione del Recueil pubblicata nel 1709 era stata attribuita a Lémery, che l'edizione olandese era del 1685 e non del 1688 come aveva scritto il lettore, (22) e che la prima edizione di Parigi era del 1674. Poi esprimeva l'opinione che il Recueil, un ammasso disordinato, non potesse essere del grande Lémery, e che era possibile che gli olandesi avessero confuso i due nomi, ma certamente non sarebbero dovuti cadere in errore i parigini. Infine, secondo l'esperto la gloria di Lémery non avrebbe sofferto assolutamente in futuro dalla mancanza dell'attribuzione del Recueil a lui. La discussione ebbe inizio con due comunicazioni del lettore, un certo dottor Létard: "Facendo uno studio su un libro intitolato: Nouveau Recueil de Curiosités les plus rares et admirables, ecc., composto dal Sr d'Emery, stampato a Leida secondo la copia di Parigi, presso Pierre Vander A. A., mercante libraio nel 1688. Sarei molto desideroso di sapere chi era questo Sr d'Emery e di consultare l'edizione originale di Parigi, se è possibile. Le nostre grandi biblioteche non posseggono quest'opera e la data della prima edizione è sconosciuta." "Esiste un'opera intitolata: Cours de Chimie, contenente la maniera di fare le operazioni che sono in uso nella medicina, pubblicata a Parigi nel 1676 da Lemery. Esiste anche un'altra opera che ha per titolo: Nouveau recueil de curiosités rares et nouvelles dans les plus admirables effets de la Nature et de l'Art del Sr d'Emery, pubblicata prima a Parigi e poi a Leida nel 1688. Malgrado la leggera differenza nel cognome si tratta d'un solo autore o di due dotti chimici del XVII secolo?" Venne una risposta di A. Boghaert-Vaché, pubblicata lo stesso anno in un numero successivo dell'Intermédiaire (poi rilegato nello stesso volume) [7]: "Molti bibliografi attribuiscono a Nicolas Lemery (1645-1715), l'autore del Cours de Chimie, un Nouveau Recueil de Secrets et Curiosités les plus rares, Amsterdam, 1709, due volumi in-8°), dice Quérard in La France littéraire. La Bibliothèque royale de Belgique possiede [...]: Le Nouveau Recueil de Curiositez rares et nouvelles des plus admirables effets de la nature et de l'art, composta di una quantità  di bei segreti galanti e altri alcuni dei quali sono stati presi dall'Archivio del defunto marchese de l'Hôpital. Opera molto utile e nessaria a tutti i tipi di persone, per conservare la loro vita, Sperimentati e Composti dal signor d'Emery. Ultima edizione, molto accresciuta, riveduta, corretta e arricchita di figure. Secondo la copia di Parigi. A Leida, presso Pierre Vander Aa, mercante libraio, 1685. Questa, evidentemente, con i due tomi rilegati in un volume, è l'opera segnalata, con un leggero errore sull'ultima cifra dell'anno, dal nostro collega dottor Letang, e della quale Quérard menziona (e noi l'abbiamo visto) una nuova edizione alla voce Lemery. Io non posso credere che questo ammasso confuso sia del grande chimico. Le opere scientifiche, il Dictionnaire encyclopèdique des sciences médicales di Dechambre in particolare, non lo citano tra le sue opere. Inoltre, il Supplemento al Manuel du libraire di Brunet indica anche un'edizione di Parigi, che sembra la prima: D'EMERY. Recueil de Curiosités rares et nouvelles des plus admirables effets de la nature, con bei segreti galanti; ricercati dal signor d'Emery. Parigi, Louis Vendosme, 1674. Un editore olandese avrebbe potuto, a rigore, sbagliarsi sul nome dell'autore che ristampava. àˆ totalmente inverosimile che l'errore si sia prodotto a Parigi, dove Lemery operava in quel momento con tanto clamore. Rendiamo quindi al signor d'Emery sul quale non ho trovato niente e che non ho l'ardire di associare ai Particelli, signori d'Emery Le Nouveau Recueil. La gloria di Nicolas Lemery non ne soffrirà  affatto; al contrario!" Boghaert-Vaché non fa riferimento all'articolo di Vandevelde pubblicato in Belgio tre anni prima [6] che abbiamo citato, e nonostante il suo accenno alla Biblioteca Reale del Belgio sembra che non lo conoscesse. - Bouvet e Bonnemain Nel 1961 i due illustri storici Maurice Bouvet e Henri Bonnemain fecero una ricerca sul Recueil e condussero un dibattito in proposito con altri membri della Société d'Histoire de la Pharmacie. I risultati furono pubblicati nell'articolo "Les Secrets" d'Hémery, Emery... or Nicolas Lémery [8], che consiste di due parti. La prima è una rassegna bibliografica di 19 edizioni dell'opera, la seconda una selezione di ricette, prese dall'edizione del 1710, "la cui redazione sembra molto poco conforme allo spirito scientifico di Nicolas Lémery, per essere sinceri, indegna di questo sapiente". Le ricette scelte sono: "per dimostrare se una donna è incinta", "per sapere se una persona è vergine, o se è corrotta, da se stessa o altrimenti", "per sapere se una donna aspetta un figlio o una figlia", "per sapere se una ragazza è vergine o no". La conclusione di Bouvet e Bonnemain contiene l'affermazione che il lavoro non è di Lémery, ma anche varie domande senza risposta: "Si può affermare che l'opera in questione certamente non è di Nicolas Lémery [...]. Esiste tuttavia un enigma. Perché tutte queste opere, senza valore scientifico, sono firmate da un autore il cui nome è vicino a quello del celebre chimico? Perché certe edizioni straniere portano il nome di Lémery? Qualcuno ha voluto danneggiare quel sapiente? Si tratta davvero di una similitudine di nomi. Quali altre ipotesi si possono formulare?" - Denham Harlod Denham, autore del catalogo stampato della Wellcome Library, elencò cinque edizioni della seconda parte del Recueil ("Secrets de Médecine") sotto la voce Nicolas Lémery [10], commentando però che era improbabile che l'autore fosse il famoso farmacologo (e si noti che trattavano di medicina e non di curiosità ). (23) Denham pensava ancor meno che fosse di Lémery il Recueil de Curiositez. Le sue opinioni si trovano in una nota che si riferisce all'edizione del 1695: "L'attribuzione a Lémery è stata messa in dubbio, p.e. da M. Bouvet e H. Bonnemain (Rev. Hist. Pharm., vol. XV, pp. 187-192, 1961); non è menzionata nel Cat. BM., che sembra essere l'unico a identificare il compilatore come Michel Mourgues. In edizioni successive pubblicate dopo la morte di Lémery il nome dell'autore è dato come L'Emery. Benché questo probabilmente voglia riferirsi a Nicolas Lémery, si può dubitare che il lavoro fosse stato realmente compilato da lui; d'altro canto può essere difficilmente attribuito ad A. J. d'Émery, l'autore del Recueil des curiositez rares et nouvelles. Questa collezione pubblicata in origine nel 1674 è trattata come lo stesso lavoro da Bouvet & Bonnemain, ma la maggior parte delle ricette è differente da quelle nel Recueil des plus beaux secrets (apparentemente pubblicato per la prima volta nel 1694 forse come supplemento della collezione precedente). Per creare ancor più confusione, versioni inglesi e italiane di d'Émery (New curiosities in art and nature e Raccolta di segreti medicinali) furono pubblicate sotto il nome di Lémery e sono comunemente elencate come traduzioni del Recueil des plus beaux secrets." Si noti che Denham trattò il Recueil des plus beaux secrets de Médecine come un'opera distinta dal Recueil de Curiositez, che invece appare nel catalogo sotto Antoine Joseph d'Émery. Si riferisce all'articolo di Bouvet e Bonnemain che abbiamo menzionato sopra [8], e anche al catalogo del British Museum. Però abbiamo visto che più tardi Mourgues è comparso anche nei cataloghi elettronici della Wellcome Library stessa e della National Library of Medicine. - Bougard Michel Bougard nel 1999 si è posto domande simili a quelle di Bouvet e Bonnemain, e nemmeno lui crede che l'autore fosse Lémery [11]: "Perché questi libri, senza valore scientifico, sono firmati da un autore il cui nome (volontariamente o no) è vicino se non omonimo di quello del celebre chimico? Perché certe edizioni straniere, apparse durante la vita di Nicolas Lemery, sono state pubblicate sotto il suo nome e la sua funzione, senza che egli abbia creduto necessario reagire ignorando qull'attività  che gli poteva nuocere? Tutto fa pensare che si tratti di un'omonimia fastidiosa (e senza dubbio voluta) alla quale Nicolas Lemery diede chiaramente poca importanza [...]. Da parte mia, sono convinto che le differenze tra la produzione abituale di Lemery (particolarmente il suo stile) e le Curiositez rares et nouvelles sono sufficientemente nette per evitare una possibile confusione."

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