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Cipressi e sorrisi

Scritto da Marcello Fumagalli il 28 Giugno 2026

Celebrare cinquant’anni significa guardare indietro e avanti allo stesso tempo. La capacità di evolvere restando fedeli ai propri valori è un privilegio per pochi, soprattutto in un mondo in cui certe virtù sembrano ormai reperti da museo. In una terra che conosco come si conosce un volto amato — tra borghi sospesi nel tempo, cipressi che fendono il cielo, ulivi che custodiscono silenzi antichi e vigne che raccontano stagioni — sono tornato a cercare un uomo, una storia, un sogno.

Là dove la visione di un sognatore si fece materia, nel 2011 sorse un impianto che non ferì il paesaggio, ma vi si posò come un gesto gentile, rispettando la memoria della terra che lo accoglieva.

Quella fu l’alba di un nuovo cammino che continua ancora oggi, sebbene l’amico, ormai in viaggio verso l’Orizzonte eterno, non possa godere materialmente del raccolto della sua lungimiranza. Eppure la “continuità” — discreta, quasi timida — raccolse il testimone senza proclami con umiltà, con cura e con la fedeltà silenziosa di chi riconosce nello sguardo del padre la direzione da seguire.

Le genti, con la loro grazia antica, i luoghi con la loro bellezza, i filari di cipressi che uniscono terra e cielo come “lance” rivolte all’infinito, hanno fatto sì che l’affetto per il fondatore si posasse naturalmente su chi ne ha continuato il passo.

Oggi non si celebra un anniversario ... si celebra un legame. Ogni traguardo ha un volto, ogni risultato ha mani che lo hanno plasmato, sguardi che hanno creduto, storie che si sono intrecciate come rami mossi dallo stesso vento.

La storia ha preso forza e ciò che resta non sono cifre, ma emozioni, fiducia, fatica, speranza, e la gioia luminosa di aver costruito qualcosa che durerà. Il futuro non è altrove ... è già qui, nelle persone che hanno scelto di custodire e proseguire il sogno di un uomo saggio ancora vivissimamente presente.

E mentre il verde si distende a perdita d’occhio, mentre il rosso ruggine dialoga con bianchi assoluti, ritrovo in tutto questo l’alchimia segreta della Pietra Filosofale: la capacità di trasformare la visione in realtà, la memoria in continuità, il tempo in eredità.

Grazie, amici.


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