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ZINCUM - In Viaggio verso l'Oriente Eterno

Scritto da Marcello Fumagalli il 21 Settembre 2026

Io conosco un grande uomo … anzi, conoscevo. Oggi non lo conosco più al presente … oggi il mio amico “Zincum” è in viaggio. Ha sciolto gli ormeggi e ha preso la via dell'Oriente Eterno. Di lui avevo già scritto, nel 2017, l'editoriale che intitolai ZINCUM. Scrissi allora del metallo "bianco" … scrissi di chi sa usarlo con profitto e di chi, parlando di Zinco, sa solo pensare alla zincatura della cinta metallica della sua proprietà.

Il primo era un vero Chimico… il secondo, un "alieno" dell'arte sacra.

Senza alcun dubbio la sua maestria, che non era solo tecnica, affondava le radici in un “essere” primigenio artefice di ogni sorta di strumento metallico … il primo fabbro, il primo “Chimico”. Dal rame al ferro l'armamentario si arricchì dei sali di metalli, fra cui quelli di Zinco, capaci di donare nuovamente salute curando gli squilibri all'origine delle malattie.

Ecco chi era il mio amico.

L'avevo definito un "forgiatore molecolare" ma non solo. Uomini e donne hanno goduto della sua capacità nel trasformare, con la sua umanità, i loro animi e attitudini. Una qualifica necessaria, scrivevo, per poter suggerire soluzioni originali ai "bonobo" dello zoo chimico affollato di primati che ripetono, che applicano, che zincano recinzioni.

Lui no. Lui forgiava.

Ora Vi domandate, come allora: "Chi è l'Uomo dello Zinco?"

Ora lo sapete. Era Lui … il mio amico. La sua lezione non era solo nell'arte di Tubalcain o di Vulcano, o in quella paracelsiana … era nella sua creatività di indicare la strada dove non c'era. Eccolo perché il sopranome “Zinco”. L’elemento, non solo un metallo da crogiolo, è un regolatore di complesse attività …. come la vista, affinché si possa vedere lontano, la memoria, affinché non si dimentichi, l'olfatto, per sentire il profumo della verità.

Lui più di tutti noi era essenziale, catalizzatore e senza di lui, molte reazioni nella nostra vita non sarebbero mai avvenute. Oggi il crogiolo si è raffreddato e il maglio ha smesso di battere sull'incudine ma il metallo forgiato non si consumerà e non si ossiderà.

Un Maestro non muore, entra nell'Oriente Eterno e da lì ci guarda, con quel suo sorriso ironico, se stiamo forgiando o se stiamo solo zincando recinzioni.

A te, Amico mio, Fratello mio, Uomo dello Zinco che la tua ultima trasmutazione sia la più grande.

“Quare vox haec sonabit absconditum, arcanum mysterium, secretum diciturque Chemi, Chemia, Alchemia, Alkumia”. “Non Nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloria. Anno 2026”


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