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Uomini e tecnologia

Scritto da Marcello Fumagalli il 03 Settembre 2026

Il tema è così attuale da diventare oggetto dell’enciclica "Magnifica Humanitas" del Papa Leone XIV. La guida spirituale della Chiesa ha voluto dare seguito alla “Rerum Novarum”, di Leone XIII, di cui quest’anno cade il centotrentcinquesimo anniversario. La nuova enciclica è dedicata, proprio come quella di allora, alla dignità umana nell’evoluzione dei tempi. L’era del digitale e dell’intelligenza artificiale è il cuore del dibattito sociale di oggi toccando il mondo della produttività, del lavoro nel rispetto della dignità degli uomini. La non neutralità dell’IA, che di per sé non è un male, ci porta a ricordare il “ruolo” di chi la pensa, la finanzia, la regola e la usa e, per questo, la prima scelta non è tra un "sì" o un "no" alla tecnologia, ma tra rinnovamento e dignità umana. I richiami biblici di Leone XIV, il primo alla torre di Babele e il secondo alla rifondazione di Gerusalemme, assumono i rispettivi ed emblematici significati conferendo al primo quello della pretesa di bastare a sé stessi favorendo l'uniformità che appiattisce le differenze, la riduzione della persona a dati e prestazioni nonché il sacrificio dei deboli all'efficienza dei “Tempi moderni” e all’alienazione del lavoro ripetitivo. Mentre il secondo rimando a Neemia, profeta ebraico, è la ricostruzione di Gerusalemme metafora della responsabilità di ciascuno, della diversità come risorsa, del dialogo quale elemento per una nuova evoluzione. Non a tutti è chiara la differenza tra i due passi biblici e quelli che non sanno comprendere a fondo i limiti sociali ed etici dell’IA sono esposti ad un decadimento delle proprie capacità intellettive e di critica.  Un tempo erano gli Stati a guidare il cambiamento oggi i motori dello sviluppo sono “attori” privati, spesso transnazionali, dotati di risorse superiori a quelle di molti governi e generatrici di un potere ancora più difficile da individuare, governare e orientare al bene comune. Da qui l'appello alla saggezza per la creazione di strumenti normativi adeguati, ma anche ad una sapienza spirituale e culturale più profonda. La lettera papale, come il pensiero di molti laici, difende il limite e, nello stesso tempo, la grandezza dell'essere umano che il rafforzamento tecnologico ha trasformato nel "più che umano". Gli ambiti da vigilare sono, pertanto, la “verità” come bene comune contro la disinformazione e la manipolazione dell'immaginario, la “dignità dell’uomo nel mondo del lavoro”, la “libertà” contro dipendenze e nuove schiavitù e, per finire, il transumanesimo espressione del post umanesimo. L'IA è tra le grandi sfide del XXI secolo come Leone XIII aveva presagito indicando la “res novae” del suo tempo. La somiglianza fra i due periodi di cambiamento ha determinato anche la scelta del nome del nuovo Papa che ha da subito raccolto la continuità e la sfida del pensiero del suo predecessore. Il pontificare di “predicatori” senza conoscenza appropriata rende difficile il giusto ed equilibrato uso dell'innovativo strumento che se mal interpretato rischia di erodere la nostra umanità oltre a vanificare gli insiti benefici introducendo gravi danni. Custodire l'umanità nell'era dell'IA significa restare umani e ciò non vuol dire rifiutare la tecnologia, ma orientarla al bene diffuso, alla giustizia sociale, alla pace e alla salvaguardia del pianeta, scegliendo la “via di Neemia” contro la “sindrome di Babele” e da qui il monito: “Silete monaci in munere alieno”!

Per ultimo ringrazio il mio Presidente che mi ha donato il libro “Magnifica Humanitas” la cui lettura è stata una guida preziosa … poi seguendo la moda che circola sui “social” informo che il testo di questo editoriale è frutto del mio umano pensiero e non di quello dell’Intelligenza Artificiale.


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